5 consigli per la videosorveglianza del proprio negozio

5 consigli per la videosorveglianza del proprio negozio

Oggi la tecnologia mette a disposizione strumenti un tempo impensabili; ad esempio, tramite Internet, è possibile connettersi remotamente ad una telecamera di sorveglianza mediante un dispositivo mobile: si tratta di una bella comodità per vedere se in casa va tutto bene, magari integrando questo sistema con l’impianto di allarme.

Nei negozi esiste la stessa esigenza, ma non solo per controllare se non avvengono intrusioni durante l’orario di chiusura: implementare un apparato di videosorveglianza è utile per diversi motivi, che vanno dallo sventare eventuali furti al documentare illeciti per facilitare le indagini degli Inquirenti.

In un punto vendita di Fashion o in una Boutique, dove sono presenti parecchi articoli di lusso, una soluzione di sicurezza basata su telecamere a circuito chiuso è decisamente consigliabile, tuttavia la sua realizzazione non è una cosa semplicissima. Benché le tecnologie abilitanti siano ampiamente disponibili (e Intel® è tra le principali aziende del settore High Tech che forniscono questo tipo di tecnologia), installare i vari dispositivi, connetterli fra loro e configurarli correttamente richiede l’aiuto degli esperti.

Infine non dimentichiamo gli aspetti normativi legati al rispetto della Privacy che, pur consentendo la videosorveglianza in luoghi pubblici e aziende (ed un negozio è contemporaneamente l’una e l’altra cosa), stabiliscono regole precise nell’interesse sia dei lavoratori che dei visitatori.

In questo articolo cercheremo di descrivere brevemente e senza entrare in dettagli troppo tecnici, le 5 cose da sapere per realizzare con successo un impianto di videosorveglianza e prenderemo come esempio un negozio di abbigliamento, anche se quanto descritto si può applicare a qualsiasi altra tipologia di negozio.

1. La geometria degli spazi

Innanzitutto va detto che un punto vendita di questo tipo ha esigenze speciali, soprattutto per quanto riguarda lo stile ed il look; tuttavia, nel progettare il suo layout interno, oltre a tenere presenti gli aspetti funzionali alla corretta esposizione dei capi ed alla creazione di un’atmosfera che inviti all’acquisto, è opportuno curare la disposizione dei vari oggetti – dal bancone alla cabina prove, dagli scaffali e supporti alle vetrine – in modo che sia agevole il loro controllo per mezzo di telecamere riducendo il loro numero al minimo indispensabile, pur consentendo una visione da prospettive diverse di ogni singolo spazio.

2. Installazione delle telecamere di videosorveglianza nel negozio

In commercio esistono telecamere di piccole dimensioni ma esteticamente gradevoli e capaci di catturare immagini di qualità anche in condizioni di scarsa illuminazione. Tuttavia qualunque telecamera, per funzionare, ha bisogno di un’alimentazione elettrica e di una connessione digitale. Per quanto riguarda la prima esigenza occorre predisporre accanto ad ogni dispositivo una presa di corrente per inserirvi l’apposito alimentatore – la telecamera funziona infatti a bassa tensione ma alimentarla a batteria risulterebbe poco pratico; l’importante è che il cavetto dell’alimentatore non venga modificato (ad esempio allungato per raggiungere una presa lontana) perché questo altera le sue specifiche (tensione in uscita) e può causare malfunzionamenti.

Dal punto di vista tecnico, è preferibile che l’obiettivo sia un “grandangolo” che facilita la ripresa di ampi volumi di spazio. In alcuni casi è opportuno che le telecamere (specie se presenti in numero ridotto) siano dotate anche di capacità di movimento (PTZ: Pan, Tilt & Zoom, ovvero spostamento sull’asse orizzontale e verticale, oltre alla capacità di modificare la lunghezza focale e quindi di ingrandire l’immagine).

Per quanto riguarda la connessione di rete, ci sono due possibilità: il cablaggio fisico alla LAN (che può includere anche l’alimentazione se si utilizza la tecnologia Power over Ethernet) o la più pratica connessione senza fili (wireless). Questo comporta, però che nel punto vendita sia installato un Hot Spot Wi Fi che, tra l’altro, è utilizzabile per fornire a dipendenti e clienti un canale di connettività Internet molto flessibile e veloce per tablet e smartphone o PC.

3. Configurare le telecamere

Per configurare una telecamera IP (che si collega alla rete mediante il protocollo Internet), è necessario sapere prima di tutto cos’è un indirizzo IP. In parole semplici si tratta di un indirizzo univoco che il router (il dispositivo di rete che gestisce la LAN sia cablata che wireless) assegna alla nostra telecamera – per inciso: LAN sta per Local Area Network ossia rete locale: tipicamente quella che consente ad oggetti come i PC di connettersi al web in casa, in ufficio o in un negozio.

Accedendo al pannello di controllo del router tramite un normale PC o un dispositivo che disponga di un web browser (il programma per navigare in Internet), avremo la possibilità di visionare quale indirizzo è stato assegnato alle varie telecamere una volta che le avremo connesse alla rete locale. Oltre all’indirizzo IP dovremo assicurarci che ci sia una porta in ascolto aperta nel router per effettuare le connessioni in locale oppure in remoto. Non dimentichiamoci di impostare anche il firewall (un dispositivo di rete che controlla il traffico abilitando le connessioni permesse e bloccando quelle indesiderate) per consentire le connessioni in ingresso e in uscita.

Nell’impostare tutti i parametri necessari al corretto funzionamento delle telecamere (ovviamente seguendo le istruzioni fornite), non dimentichiamo di proteggerle utilizzando una password, così che nessun utente non autorizzato riesca a catturare le immagini riprese. Per collegarci ad una qualsiasi telecamera del negozio, sarà perciò sufficiente digitare da browser l’indirizzo IP che abbiamo configurato e inserire le credenziali di accesso, dopodiché sarà possibile visualizzare le immagini riprese dalla telecamera sia da locale che da remoto.

In particolare, per accedere da remoto va tenuto presente che gli Internet Provider di solito assegnano indirizzi IP dinamici alle utenze residenziali e indirizzi IP statici alle utenze di tipo professionale.
Nel caso di indirizzo IP statico connettersi alla telecamera è più facile, dato che basta semplicemente indicare indirizzo e porta di ascolto, mentre nel caso si utilizzino indirizzi IP dinamici una soluzione consiste nel registrarsi gratuitamente ad un servizio che converte gli indirizzi IP dinamici in statici, assegnando alle telecamere un’identificazione univoca.

4. Aspetti normativi

È possibile installare telecamere in negozio per controllare i clienti? La risposta è sì, purché lo scopo sia quello di tutelarne i beni ed il personale, ovvero per evitare furti, rapine e ogni genere di attacco. Tuttavia non è possibile farlo di nascosto: la telecamera “a sorpresa” infatti non è consentita, così come non lo è quella finta.

L’immagine di un individuo, infatti, deve essere considerata un dato personale per cui, per poter installare una videocamera di sorveglianza, come sottolinea il Garante Privacy, è necessario avvisare i soggetti inquadrati – ad esempio affiggendo un’apposita segnaletica, così che tutti coloro di cui vengono raccolte le immagini ne siano informati e coscienti. In particolare il cartello, ossia l’informativa “minima” prevista, non può essere nascosto o di difficile lettura: formato e posizione devono essere visibili e il contenuto di immediata comprensione, ecco perché un simbolo risulta molto efficace (e non necessita di traduzioni). Infine, nell’informare il cliente ripreso, è necessario esplicitare se le immagini raccolte vengono registrate o solamente visionate in tempo reale.

Ma in un negozio (di moda o di altro) non ci sono solo i clienti: i commessi, ovvero i lavoratori presenti nel punto vendita, sono anch’essi ripresi dal sistema di videosorveglianza. Occorre quindi tener presente che la Legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori) vieta, all’art. 4, l’uso di impianti audiovisivi e altre apparecchiature atte al controllo a distanza del personale dipendente; inoltre la stessa normativa sulla privacy (Dlgs n.196/2003) richiama la disciplina posta dall’art. 4 dello Statuto.

Sono in molti i lavoratori che si irrigidiscono non appena sentono parlare di telecamere o di videosorveglianza: il timore è quello di essere monitorati per tutta la durata dell’orario lavorativo e di avere il fiato sul collo tutto il giorno vivendo con l’ansia di essere spiati. Nella realtà dei fatti questi impianti consentono a moltissime aziende del commercio di tutelarsi e di migliorare la sicurezza nel luogo di lavoro (si pensi a oreficerie, ricevitorie, tabaccherie, ecc.).

Come può quindi un titolare installare un sistema di videosorveglianza nel totale rispetto della privacy dei propri lavoratori senza rischiare di incorrere in accuse e sanzioni? La procedura è piuttosto semplice e vale indubbiamente la pena seguirla passo dopo passo piuttosto che pentirsi di non averlo fatto dopo.

Un’azienda che vuole installare telecamere sul posto di lavoro deve:

  • Informare i lavoratori interessati fornendo un’informativa
  • Nominare un responsabile della gestione dei dati registrati
  • Posizionare le telecamere nelle zone a rischio evitando di riprendere in maniera unidirezionale i lavoratori
  • Affiggere dei cartelli visibili che informino i dipendenti ed eventuali clienti, ospiti o visitatori della presenza dell’impianto di sicurezza
  • Conservare le immagini per un tempo massimo stabilito

Non rispettare le procedure previste dal Codice in materia di protezione dei dati personali, installare i sistemi con fini non leciti e trattare i dati dei propri dipendenti in modo da violarne l’integrità e la privacy, è rischioso e le sanzioni previste possono essere particolarmente salate. Ad essere lesa da un eventuale caso di violazione della privacy sarebbe inoltre anche la reputazione aziendale – e nel caso di un negozio di Fashion che tratta marchi prestigiosi si tratterebbe di un grave problema. Le procedure per agire nel totale rispetto del Codice e del personale sono semplici e i vantaggi nell’adottare un sistema a norma sono considerevoli.

5. La registrazione delle riprese video

Come abbiamo visto, oggi è possibile disporre a costi ragionevoli, di un sofisticato sistema di videosorveglianza per i negozi che consenta alle persone autorizzate, sia in locale che in remoto, di visionare le riprese in tempo reale, anche quando il punto vendita è chiuso – magari perché è scattato un allarme.

In ogni caso, sia per documentare eventuali illeciti compiuti da persone presenti nel negozio entro o al di fuori del normale orario di apertura, sia per facilitare le indagini di polizia, è indispensabile mantenere una registrazione delle riprese per periodi ragionevoli di tempo.

Naturalmente, le immagini ed i filmati digitali – specie se di buona qualità – sono parecchio “pesanti” dal punto di vista della capacità di memoria richiesta, per cui occorrono supporti di registrazioni adeguati per quanto riguarda lo spazio e le prestazioni complessive disponibili.

Le diverse telecamere non sono che uno dei tanti componenti del sistema: esistono quindi anche la rete ed i vari dispositivi di connessione e controllo (router, firewall, autenticatori, server, ecc.); sempre connessa alla rete, è inoltre presente anche un’unità di memorizzazione che può essere dedicata esclusivamente o meno alla registrazione dei documenti video. Le apparecchiature “a contorno” sono perciò indispensabili non solo per la fruizione in tempo reale dei filmati ma anche per visualizzazioni differite nonché per la creazione di notifiche nel caso si verifichino determinate condizioni o eventi.

Utilizzando le soluzioni tecnologiche di Intel®, incluse le Network Attached Storage (NAS) per la videosorveglianza, è possibile personalizzare l’implementazione in modo da soddisfare in modo ottimale le proprie esigenze. Tra le caratteristiche salienti di queste tecnologie ricordiamo la capacità di:

  • effettuare lo streaming di immagini video ad alta definizione nell’ambito della rete per la loro visualizzazione sul PC che funge da stazione di controllo
  • produrre informazioni di tipo analitico
  • connettere sistemi televisivi a circuito chiuso a registratori digitali
  • utilizzare la NAS per archiviare grandi volumi di dati relativi alle registrazioni digitali effettuate delle telecamere di sorveglianza
  • implementare applicazioni di monitoraggio
  • generare allarmi

Conclusioni

Come abbiamo visto, può sembrare complicato ma in realtà non lo è: in fondo si tratta di mettere assieme una serie di elementi tecnologici standardizzati che in fondo utilizzano una rete per scambiare informazioni.

Nel caso specifico, le informazioni sono documenti video digitali prodotti da apposite telecamere in grado non solo di adattare automaticamente la ripresa in funzione delle dinamiche caratteristiche dell’ambiente in cui si trovano, ma anche di essere telecomandate per puntare in una direzione specifica ed effettuare zoomate. Ovviamente, la telecamera è anche un computer capace di digitalizzare le immagini e processarle per produrre uno specifico formato (inclusa la compressione dei dati per non impattare sulle prestazioni della rete e dei dispositivi di memorizzazione). Questo computer, incluso nella telecamera, è anche dotato delle funzionalità necessarie per connettersi alla rete e supportarne i protocolli di comunicazione.

Nei vari stadi dell’intero processo troviamo perciò una serie di dispositivi di elaborazione tutti dotati dell’intelligenza necessaria per svolgere il loro compito ed integrarsi tra loro. Intel®, in particolare, svolge un ruolo di primo piano grazie alla famiglia di microprocessori che rende disponibili per i più di versi impieghi a livello di dispositivi e sensori, PC, appliance e server.

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